Inviato da : tommaso
Venerdì, 22 Dicembre 2006 - 15:20
Festa
Foresta: parole, immagini e musica senza
confini
by
Tommaso Michieli
Diamo
volentieri spazio ad un evento raro, sia per qualità dei partecipanti
che per le modalità di organizzazione. E sempre difficile
proporre conferenze legate allarchitettura, poiché è
sempre presente il rischio di trovarsi tra addetti ai lavori a parlarsi
addosso senza che il grnade sforzo profuso incida minimamente
sulla sensibilità del comune cittadino, ancor più complesso
quando i temi da trattare non sono di particolare appeal o legati alla
moda architettonica corrente o tra gli invitati non compare la consueta
star del mondo dell'architettura.
Gli organizzatori della Festa Foresta: parole, immagini e musica
senza frontiere hanno decisamente sfidato questi rischi e puntato
ad una comunicazione schietta e diretta, una comunicazione indirizzata
a tutti e anzi soprattutto ai non professionisti in modo da trasmettere
a tutti il valore e il peso delle loro iniziative e del loro lavoro.
La scelta stessa del set è strategicamente azzeccata, una città
di confine, un porto di mare Trieste, nel cuore più antico della
città, in un locale ex magazzino ex campo di squash ora luogo
dincontro per giovani, spazio creativo flessibile dinamico, luogo
dincontro, la collocazione ideale per raccontare storie-altre
storie foreste storie che arrivano da lontano.
Il pubblico numeroso, curioso, si accalca attorno ad un palco improvvisato,
sono i ragazzi (anzi le ragazze) di Kallipolis assieme al rappresentante
cittadino di Ingegneria Senza Frontiere a dare il via alle presentazioni,
asciutte ma efficaci.
Senza entrare ora nel merito delle attività portate avanti da
ciascun partecipante, se ne parlerà in seguito, ci limitiamo
ad esprimere qualche commento Sulla professionalità scientifica
e sulla consueta capacità analitica che traspare dallattività
di ISF che allo stesso tempo si mescola con limpegno nellaiutare
i proprio vicini, quelli che stanno al di là del mare delle montagne
quei vicini che sono proprio al di là di un confine così
vicino. Lattività di Kallipolis invece colpisce per la
capacità di tenere fermi gli obbiettivi gli ideali e i principi
pur variando continuamente contesti dindagine e metodiche dintervento
e analisi ed è in questo che dimostra tutta la sua validità
metodologica e applicativa, il tutto condito da un entusiasmo e una
passione in cui la componente femminile gioca un ruolo assai importante.
Commuovono le fotografie fatte dallingegner Bianchini, fotografie
che purtroppo non siamo riusciti ad inserire in questa recensione (ci
auguriamo di poterlo fare presto), immagini che trasmettono la passione
per un lavoro difficile e impegnativo, immagini che mettono in luce
i problemi le contraddizioni ma allo stesso tempo la ricchezza di un
Afghanistan dove Bianchini ha deciso di ritirarsi per cercare se stesso
attraverso lesperienza di aiutare il prossimo, un voler andare
lontano per trovare quello che è in realtà dentro di noi.
La qualità del lavoro del gruppo Meme traspare innanzitutto dall'abilità
dialettica nel riuscire a dribblare le difficoltà tecniche del
solito proiettore che non va daccordo con il portatile, dal trasmettere
le proprie idee attraverso il racconto che prima è parola e poi
potenza della tecnologia torna ad essere immagine, e unimmagine
di altissima qualità, un video che si interroga comunica e si
sviluppa con efficacia comunicativa professionale.
La notte si è poi allungata sdrammatizzando, attraverso la musica
sempre di frontiera della Maxmaber Orkestar e dei Radio Zastava, gli
intensi messaggi presentati durante la serata.
Di
seguito riportiamo in modo più dettagliato le attività
delle Associazioni che hanno partecipato.
Ingegneria
Senza Frontiere - Trieste (ISFTS)
Ingegneria
Senza Frontiere (ISF) è un'associazione che si propone di creare
uno spazio di progetto comune a Nord
e a Sud del Mondo (geografici
e/o sociali che siano) in cui elaborare,
realizzare e diffondere
pratiche e tecniche ingegneristiche in grado di favorire la piena realizzazione
di tutti gli individui e delle comunità umane.
Lo strumento preferito per puntare a questobiettivo è la
ricerca, la condivisione,
l'apprendimento e la sperimentazione
di pratiche volte alla riduzione del divario sociale tra le persone.
Gli obiettivi non sono i grandi progetti, la cooperazione internazionale
fatta di flussi monetari e di imposizione di modelli esterni alle culture
locali, bensì la sensibilizzazione delle persone, primi fra tutti
coloro che danno corpo ad ISF stessa.
Poi chi sta loro intorno, condividendo responsabilità tecnico-politiche,
anche nel piccolo del proprio quotidiano.
ISF è nata allinterno del mondo
universitario, è composta principalmente da studenti,
docenti, ricercatori,
laureati ed operatori nel settore
delle discipline tecnico-scientifiche, ma è aperta a tutti coloro
che, riconoscendosi nella sua Carta dei Principi, desiderino collaborare
al raggiungimento delle sue finalità.
È un'associazione senza fini di lucro, indipendente da qualsiasi
governo, parte politica, interesse economico o credo religioso e agisce
seguendo i principi della tolleranza
e del rispetto fra le culture di
ogni popolo, nella parità
e nella reciprocità.
ISF
a Trieste
Ingegneria
Senza Frontiere è presente in Italia da una decina danni
(conta una ventina di sedi nelle principali città). La costola
triestina nasce nel Luglio del 2004.
Lassociazione, anche se non costituita ufficialmente, ha iniziato
la propria attività già nel 2002, prendendo spunto da
alcuni seminari organizzati da ISF Trento e tenuti presso luniversità
di Trieste. Attualmente conta una trentina di soci. Lattività
di ISFTS si concentra principalmente su progetti di formazione e di
cooperazione allo sviluppo.
La formazione si svolge prevalentemente in ambito locale mentre buona
parte degli interventi (sia in corso che in fase di progettazione) a
cui sta collaborando sono centrati sullarea balcanica, sia per
ragioni logistico-geografiche, che storico-culturali.
Per illustrare in breve gli obiettivi e la filosofia di
ISFTS, forse la cosa migliore è dare una panoramica sulle principali
attività svolte negli ultimi anni.
Formazione
1
Nellautunno 2004 è stato organizzato un seminario di tre
giornate centrato sui temi della cooperazione internazionale. I relatori
intervenuti, provenienti da varie realtà locali e nazionali,
hanno riportato la loro esperienza sul campo.
2
ISFTS, in collaborazione con altre realtà associative locali,
ha presentato una richiesta di finanziamento presso la regione Friuli
Venezia Giulia per lorganizzazione di un corso di formazione al
volontariato ed alla cooperazione.
Cooperazione
allo sviluppo e volontariato
Kosovo
Lassociazione ha partecipato ai primi sopralluoghi nellambito
del progetto di intervento sanitario (smaltimento rifiuti) da attuare
nel villaggio serbo di Priluje.
Repubblica
di Serbia
Nel marzo 2005 è stata condotta una direzione lavori finale,
relativa alla ristrutturazione di uno dei padiglioni dellospedale
di Jaa Tomic, località nei pressi di Novi Sad. Il progetto
di risanamento, portato avanti con manodopera locale e finanziato dalla
Croce Rossa Italiana, è tuttora in corso, anche alla luce dei
danni prodotti al padiglione appena ristrutturato dallalluvione
avvenuta in Vojvodina nel maggio 2005.
Africa
In collaborazione con lICTP (International Centre for Theoretical
Physics) di Trieste, è in fase di sviluppo un sistema di trasmissione
di informazioni mediche a scala continentale.
Nigeria
ISFTS ha collaborato con lassociazione S.O. Solidarietà
per la ristrutturazione di un padiglione (ostetricia e ginecologia)
dellospedale del Santo Rosario di Emekuku.
Friuli
Venezia Giulia
Lassociazione è stata promotrice di una tesi di laurea
che ha portato alla realizzazione di un portale web sul volontariato
in regione. Il progetto è stato realizzato utilizzando un codice
open source ed è facilmente estendibile ad altre regioni in Italia.
Altri
progetti per il prossimo futuro
ISFTS
è in contatto con luniversità di Udine per portare
avanti un progetto di compostaggio dei reflui civili in Vietnam. Si
stanno inoltre prendendo accordi per collaborare alla progettazione
ed allattuazione di un intervento di recupero dellarena
allaperto del Kino Teatar Prvi Maj di Sarajevo.
Sono stati infine presi contatti con Pero Sudar, vescovo ausiliare di
Sarajevo, per dare un contributo tecnico al progetto di fondazione di
scuole multietniche e multireligiose (Scuole per lEuropa).
Kallipolis
è unassociazione senza fine di lucro che si propone di
utilizzare gli strumenti della pianificazione
urbana a fini sociali e per promuovere il miglioramento delle
condizioni di vita nelle aree urbanizzate, in Italia e allestero,
a partire dalle fasce deboli e vulnerabili
della popolazione. Kallipolis si riconosce nelle principali priorità
individuate dall'Agenda Habitat.
Lassociazione riunisce persone con diversi background formativi
e professionali (architetti, economisti, sociologi), ma con un comune
interesse per gli ambienti urbani marginali
e per i processi di governance che puntano a superare i problemi dellesclusione,
della discriminazione e del degrado. In questo preciso momento l'associazione
è impegnata nel portare avanti tre progetti caratterizzati da
medesimi obbiettivi anche se si sviluppano in contesti assai differenti
tra loro. L'attività di Kallipolis proprio in questa sua capacità
di adattamento trova il suo miglior sviluppo e dimostra la validità
dei principi etico sociali sottesi al suo operare concreto.
GENOVA
- CENTRO STORICO: CITTADINI, ARCHITETTI DELLA SICUREZZA
La prevenzione del crimine e la tutela delle vittime e dei gruppi a
rischio attraverso la progettazione partecipata e la creazione di reti
di solidarietà
Il
progetto si propone di ridurre il rischio di vittimizzazione
a cui sono soggetti gli abitanti del centro storico di Genova, ponendo
particolare attenzione alle componenti vulnerabili della popolazione,
come donne, anziani,
minori e soggetti
diversamente abili.
Il progetto prevede un intervento a sostegno della condizione delle
vittime, attraverso la costituzione di reti
di solidarietà informali e accessibili, diffuse sul
territorio. Per raggiungere tale risultato Kallipolis intende per prima
cosa intervenire sullarea studio progettando e realizzando una
riqualificazione secondo il modello partecipativo.
Verranno così coinvolti esperti e abitanti, appartenenti alle
categorie maggiormente esposte al rischio e alle realtà associative
che le rappresentano, in modo tale da integrare l'ottica delle vittime,
o delle potenziali vittime, nella pianificazione di uno spazio
più sicuro.
Inoltre, coinvolgendo la popolazione giovanile nel lavoro di progettazione
e realizzazione dell'opera, si punta a favorire la responsabilizzazione
di tali componenti della società, aiutando a prevenire gli episodi
di devianza giovanile.
Questo progetto oltre ha Kallipolis vede coinvolti diversi altri attori:
C.G.I.L.-Camera Metropolitana del Lavoro di Genova, S.P.I. (Sindacato
Pensionati), Associazione La Coscienza di Zena, Parrocchia
di San Giovanni di Pré, Parrocchia di San Sisto di Pré,
Parrocchia di San Marco al Molo, Comitato Centro Storico, Comitato Abitanti
del Quartiere, Comitato Donne di San Bernardo.
SARAJEVO:
NUOVE STRATEGIE DI SVILUPPO LOCALE IN AREE DI CONFINE
Scambio di buone pratiche fra enti della Regione Friuli Venezia Giulia
e della Bosnia Erzegovina
Il
progetto mira a promuovere lo sviluppo locale
del quartiere di Dobrinja a Sarajevo, attraverso un miglioramento della
gestione urbana e la creazione
di opportunità di investimento
per gli enti della Regione Friuli Venezia Giulia per favorire lo sviluppo
socio-economico dellarea.
Nello specifico si intende stimolare lo scambio
di esperienze fra istituzioni e figure tecniche della Regione
Friuli Venezia Giulia e della Bosnia Erzegovina su temi propri della
gestione urbana di aree di confine
e dello sviluppo economico dellarea dintervento come la
fornitura di servizi a rete (acqua, fognatura, elettricità, gas),
la raccolta dei rifiuti, la dotazione di servizi sociali e culturali
(scuole, ospedali, centri culturali, ecc), i trasporti, la gestione
delle risorse idriche ed ambientali, la gestione e pianificazione del
verde urbano.
Obiettivo finale del progetto è di elaborare un documento sulle
strategie di intervento per lo sviluppo locale di Dobrinja e di individuare
le possibilità di investimenti regionali in loco, perseguendo
logiche di reciprocità e co-sviluppo.
Partner di progetto in questo caso oltre a Kallipolis sono: Comune di
Gorizia, Provincia di Gorizia, CETA (Centro di Ecologia Tecnologica
e Applicata), Informest, IRIS, Municipalità di Novi Grad Sarajevo,
Facoltà di architettura di Sarajevo.
BOLOGNA:
DOVE ABITA LA MIA ANIMA? LIMMIGRAZIONE E LA PAURA DELLINTEGRAZIONE
Giovani migranti dai luoghi dorigine a nuovi ambienti di vita
Il
progetto ha lobiettivo di delineare percorsi
di inclusione e di costruzione di
cittadinanza per i giovani migranti.
Esso si rivolge soprattutto a giovani ed adolescenti immigrati in Italia
dopo aver vissuto linfanzia in un paese straniero e propone un
percorso di consapevolezza delle proprie origini
e di rilancio della propria personale esperienza
nel nuovo contesto di vita. Tale percorso verrà compiuto
attraverso unesplorazione delle identità urbane
e più in generale dei contesti insediativi da cui i ragazzi provengono,
attraverso un lavoro di laboratorio creativo articolato in quattro fasi:
- laboratorio con materiali audiovisivi in cui si esplora il passato
e il legame con il paese dorigine;
- momento teatrale di drammatizzazione
delle esperienze vissute;
- laboratorio di attività manuali attorno alla costruzione
di una città ideale a misura dei ragazzi;
- gruppo di discussione su come
migliorare la propria realtà abitativa presente.
Al termine di queste attività si presenteranno in una esposizione
pubblica gli elaborati realizzati durante i laboratori, allo scopo di
valorizzarne il percorso di lavoro e condividerlo con la cittadinanza.
I quest'occasione i partner di Kallipolis sono stati: Associazione Hilal
sportiva e cultura marocchina, Comune di Baricella.
Meme
è una Associazione di Promozione Sociale che nasce il 29 Gennaio
2006 grazie allimpegno di un gruppo di giovani amici provenienti
dal territorio della Bassa Friulana.
Lo scopo primo di Meme è quello di sostenere
la mobilità giovanile trasformandola in una occasione
per approfondire la conoscenza di diverse tematiche e professionalità.
Più precisamente, Meme cerca di sorreggere le iniziative dei
propri associati nellambito della comunicazione
e della tutela e valorizzazione
del patrimonio artistico, culturale
e storico fornendo servizi quali
consulenza, sostegno tecnico, progettuale ed organizzativo. Meme si
sta impegnando in progetti volti alla diffusione di informazioni e conoscenze
relative a realtà e soggetti esclusi
dallaccesso ai normali mezzi di comunicazione
, attraverso attività di produzione, archiviazione e promozione
di materiale informativo.
Il documentario Nanna Shale La
Mia Scuola di Pablo Barone e Chiara Buono, presentato
in occasione della serata Festa Foresta, si inserisce in
questa linea progettuale. Nanna Shale racconta lesperienza dei
due autori in Karnataka (India sudoccidentale) e il lavoro svolto presso
due ONG locali, Loyola Vikas Kendra
e Prajayatna. Il documentario vuole
dare voce a due realtà che difficilmente trovano accesso a spazi
di comunicazione e di informazione capaci di farle conoscere al di fuori
dei loro contesti territoriali e settoriali. Nanna Shale cerca così
di far luce su aspetti interni al mondo della cooperazione
internazionale che normalmente o non vengono considerati
o rimangono privilegio degli addetti ai lavori come, ad
esempio, le diverse metodologie di intervento e le loro dirette conseguenze
in termini di efficacia ed efficienza.
NANNA
SHALE (LA MIA SCUOLA)
Educazione e cooperazione in India: il caso del Karnataka
Il
World Education Forum di Dakar
(Senegal, aprile 2000) è stato il primo e il più importante
evento in ambito educativo del ventunesimo secolo. I 1100 partecipanti
al Forum, rappresentanti di 164 nazioni, hanno sottoscritto e riaffermato
il fermo intento di potenziare i loro sistemi educativi al fine di raggiungere
entro il 2015 tutti gli obiettivi stabiliti nellambito della cornice
del programma Education for All,
sostenuto e monitorato dallUnesco.
Il programma Sarva Shiksha Abhiyan
(SSA) rappresenta la risposta del Governo indiano agli obiettivi dellEducation
for All, prevedendo un chiaro frame temporale per la realizzazione del
processo di universalizzazione delleducazione elementare nel paese,
specifici interventi volti a incrementare la qualità del servizio
educativo e strumenti necessari alla promozione del concetto di giustizia
sociale attraverso listruzione
primaria.
Allinterno di SSA le organizzazioni non governative e gli enti
privati (quali associazioni, movimenti sociali, organismi religiosi)
attivi nel settore delleducazione trovano una valorizzazione del
loro ruolo grazie ad una serie di misure a loro sostegno, finalizzate
a rendere unitario lo sforzo di enti privati e istituzioni pubbliche,
verso il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla programmazione
nazionale.
Il
documentario
Il
documentario si sviluppa attorno allesperienza di due diversi
enti privati che operano nelle aree rurali del Karnataka, con lobiettivo
comune di facilitare laccesso ai servizi
scolastici pubblici da parte dei settori sociali più
deboli, ma con modalità di azione e relazioni col territorio
e i suoi abitanti fortemente divergenti.
Scegliere come punto focale i modi
della cooperazione, non ha affatto precluso una accurata trattazione
di tematiche salienti, quali la programmazione nazionale in ambito educativo
in India, limportanza delleducazione per lo sviluppo e i
divari economici e sociali rispetto ai cleavages mondo urbano/mondo
rurale e a quelli del sistema delle caste, in relazione alle possibilità
di accesso alleducazione.
Il confronto tra due diversi approcci, piuttosto, ha arricchito la riflessione
di considerazioni e spunti rispetto alle possibili modalità di
azione adottabili da eterogenee aggregazioni della società civile
e, soprattutto, rispetto alle enormi potenzialità della partecipazione
attiva delle comunità, a partire dagli spazi realmente
disponibili e per lesercizio dei diritti civili e politici di
cittadinanza nel contesto indiano, passando attraverso il sistema del
decentramento amministrativo del Panchayat Raj, e dellautonomia
scolastica dei Comitati di Monitoraggio e di Sviluppo Scolastico.
Il
film analizza in 58 minuti, dopo una breve introduzione dei temi principali
e del contesto geografico e sociale di riferimento, opportunità
e limiti delle due esperienze di
cooperazione prese in considerazione. La narrazione è intervallata
da schede grafiche esplicative e spezzoni di interviste, che forniscono
progressivamente gli strumenti teorici minimi, utili a comprendere i
passaggi successivi del documentario.
Nel
quadro delineato il documentario vuole essere:
1.
Un originale percorso di comprensione relativamente allimportanza
di una più diffusa istruzione elementare di qualità in
India, specie nelle zone rurali,
incentrando lattenzione sullo stretto collegamento esistente tra
leducazione primaria e lo sviluppo, inteso sia come crescita economica,
ma anche, e soprattutto, come incremento delle opportunità di
partecipazione sociale e politica, da parte dei segmenti sociali strutturalmente
emarginati.
2.Una riflessione su due diversi modelli di cooperazione
e, conseguentemente, su due diverse modalità di azione sul territorio,
poste in essere da due differenti enti della società civile operanti
in campo educativo nello stato del Karnataka, la cui discriminante sostanziale
risulta essere il diverso valore che questi attribuiscono alla partecipazione
delle comunità interessate dal loro intervento:
-
Loyola Vikas Kendra ( Mundgod, distretto di Uttara Kannada, Karnataka).
Un tipo di cooperazione verticale, in cui mezzi e risorse
vengono coordinati e gestiti da unorganizzazione gerarchica di
gesuiti, stanziata da decenni sul territorio in cui opera, sostenuta
da ingenti finanziamenti esteri, che impiega strutture e personale propri,
per agevolare laccesso al sistema scolastico primario, da parte
dalle categorie socialmente ed economicamente più deboli, supplendo,
così, alle carenze del servizio offerto dallo Stato.
- Prajayatna.
Una cooperazione orizzontale, basata sul lavoro di equipe
di un movimento sociale capillarmente diffuso in tutto lo stato, che
opera nelle aree rurali organizzando cicli di assemblee presso i villaggi,
finalizzati ad un progressivo trasferimento di informazioni e know-how
riguardo alle possibilità di partecipazione attiva previste dal
sistema di autonomie indiano, specialmente in ambito di pianificazione
dei servizi educativi. Obbiettivo principale di questi training è
rendere la popolazione autoctona consapevole, responsabile e autonoma,
riguardo alle concrete possibilità di azione concernenti la gestione
di problematiche e difficoltà specifiche legate allaccesso
e al razionale utilizzo delle strutture scolastiche governative, e delle
misure di facilitazione previste nella programmazione nazionale in campo
educativo.
3.Un valido strumento di approfondimento in merito
a precise contraddizioni dello sviluppo indiano, in uno specifico
set geografico e sociale, che è quello del Karnataka, stato dellIndia
in cui coesistono immensi agglomerati urbani come Bangalore, dove si
sono sviluppati il più importante settore di servizi informatici
dellIndia e una fiorente industria hi-tech, e un contesto rurale
arretratissimo, dove vive oltre il 60% della popolazione, che ha visto,
negli ultimi dieci anni, centinaia di agricoltori togliersi la vita
per limpossibilità di fare fronte al minimo sostentamento
delle proprie famiglie.
4.Un mezzo utile alla creazione di una rete di
scambio, per una conoscenza approfondita e la nascita di stimoli originali
tra i soggetti del documentario, portatori di uno specifico
modo di operare, e le diverse realtà organizzative e associative
italiane che operano nel settore della cooperazione.
5.Unopportunità di collaborazione
con le Università italiane tramite la diffusione del
documentario e delle esperienze conoscitive di cui esso vuole essere
portatore, allinterno delle specifiche materie di insegnamento
previste in alcuni corsi di laurea specialistici sensibili ai temi da
trattati, come occasione di approfondimento e di ricerca ( quali Cooperazione
e sviluppo, nei corsi di laurea in Scienze Politiche, Scienze Internazionali
e Diplomatiche, Scienze dellEducazione), nonché unopportunità
di formazione e di studio per gli studenti dei corsi di laurea vicini
al mondo della comunicazione, proponendo una riflessione sulle possibilità
teoriche e tecniche della rappresentazione dei fenomeni sociali, partendo
da questa esperienza, e offrendo un punto di riferimento per eventuali
nuovi progetti di comunicazione che vedano come protagonista lauto-imprenditorialità
degli studenti.
6.Un utile materiale didattico, messo
a disposizione nellambito delle attività extracurricolari
delle scuole dellobbligo, per affrontare temi quali limportanza
delleducazione per lo sviluppo, leducazione alla pace, la
cooperazione internazionale, la non-violenza, le differenze tra nord
e sud del mondo, lintegrazione.
Ideatori
del progetto:
Chiara
Buono, documentarista freelance, laureata in Scienze Politiche
presso lUniversità degli Studi di Padova, autrice della
tesi di laurea Il Pacific LNG e la guerra del gas in Bolivia nelle
sue attuali definizioni, realizzata in Bolivia nei mesi ottobre
- dicembre 2003, nellambito di un tirocinio presso lOng
CeVI di Udine e lUniversità di Padova, attualmente tirocinante
presso lOng I.B.O.-Italia, con progetto formativo riconosciuto
dalla Facoltà di Scienze Politiche di Padova, relativo alla realizzazione
di un documentario in merito al sistema educativo in India.
Pablo
Barone, documentarista freelance, laureato in Scienze Internazionali
e Diplomatiche, presso la Facoltà di Scienze Politiche di Forlì,
Roberto Ruffilli, con tesi di ricerca sul Bilancio Partecipativo
di Porto Alegre, membro dellOsservatorio di Politica Internazionale
della Facoltà, partecipante del corso Produrre il Visibile
e ammesso alle attività laboratoriali di produzione documentaristica;
attualmente tirocinante presso lOng I.B.O.-Italia, con progetto
formativo riconosciuto, relativo alla realizzazione di un documentario
in merito alle attività di cooperazione dellONG Ibo-Italia
in India.
Collaborazioni
-
Loyola Vikas Kendra, Mundgod, Uttara Kannada.
-
Prajayatna Karnataka
District Co-ordination Unit, Mysore, India.
State Co-ordination Unit, Bangalore, India.
-
Dr. Pash Obeng, Harvard University.
- Dr. Shri. L. Halemane of Central Institute of Indian Languages, Mysore.
-
University of Mysore, Manasa Gangotri, Mysore:
Department
of Political Science:
Dr. Muzafar H. Assadi, professor of New Social Movements, Identity Politics,
Political Sociology, Globalization
Dr. Basavaraju, reader of economy studies
Department
of studies in English
K.M. Chandar, professor of english
Ambedkar
Studies and Research Center:
Prof. Jogan Shankar, visiting professor and director.
-
Administrative Training Institute, Mysore.
-
Rukmini P. Sawkar, chairperson of Karnataka State Social Welfare Board,
n.55, Abhaya Sadhana, 4th floor, Risaldar Street, Seshadripuram,
Bangalore 560 041.
-
State Project Director(SSA), Office of the State Project Director, Sarva
Shiksha Abhiyan Karnataka, New Public Offices Nrupatunga Road K. R.
Circle Bangalore 560051
- Gaurav Gupta IAS, Additional Commissioner, Bangalore Mahanagara Palike,
Bangalore.
- Tashildar Office of Mundgod Taluk, Mundgod, Uttara Kannada district.
- Directorate of Economics and Statistics, Government of Karnataka,
Bangalore.