Inviato da : tommaso
Venerdì, 28 Marzo 2008 - 17:37
NUOVA EDIFICAZIONE A CAMPALTO, PROPOSTA PER UN SISTEMA
ABITATIVO SOSTENIBILE, ADATTABILE E FLESSIBILE
by
Caterina Gotardo
Lorenzo Marin
Paolo Zardo
Tesi di Laurea sviluppata nell'anno accademico 2005/2006
Università IUAV di Venezia
Realatore: Prof. Arch. Mauro Lena
Pubblichiamo con estremo piacere questa recensione, il motivo è giustificato dal fatto che è il primo risultato della nostra iniziativa SCRIVI[CI]! ed ha per noi quindi estremo valore in quanto fa comprendere come sia possibile instaurare un dialogo tra il nostro portale e gli utenti. Oltre a ciò siamo lieti di pubblicare una tesi di laurea perchè davvero crediamo che troppe volte le interessanti ricerche che vengono condotte all'interno degli atenei hanno scarsa divulgazione nonostante il loro valore. Infine siamo felici di pubblicare un lavoro legato al tema dell'housing sostenibile anche perchè stiamo da tempo lavorando per pubblicare difersi altri articoli legati a questa attualissima e fondamentale tematica. Quindi grazie a Caterina Gottardo, Lorenzo Marin e Paolo Zardo per averci scritto e permesso di pubblicare il loro lavoro facendo per primi questo passo che speriamo seguiranno molti altri.
La Redazione di UC
L’area significativa di Campalto si trova nell’entroterra del Comune di Venezia, sulla fascia di gronda lagunare. Lo strumento urbanistico che ne regola la trasformazione e riqualificazione è la Variante al Piano Regolatore Generale per l’Area Significativa di Campalto. Gli aspetti principali che, secondo la V.PRG, dovranno caratterizzare il nuovo insediamento sono:
1. la creazione di un nuovo sistema di spazi pubblici che si integri con quelli esistenti ponendoli in relazione tra di loro;
2. l’eco-sostenibilità dell’intervento a tutte le scale, da quella urbana a quella abitativa;
3. la flessibilità progettuale e realizzativa delle unità residenziali.
Tali interventi si realizzano in due fasi, distinte ed integrate: l’una consiste nell’approntamento di sistemi atti al risparmio energetico, cioè all’utilizzo passivo delle risorse ambientali; l’altra nell’utilizzo di fonti energetiche alternative e di materiali costruttivi eco-sostenibili, che cioè necessitano di poca energia di produzione e di smaltimento e che non risultano nocivi per l’ambiente né per le persone. In questo modo si è voluta dare quasi completa se non una totale autonomia a tutte le singole realtà dell’intervento ed all’intervento stesso, sottolineando come l’eco-sostenibilità sia divenuta oggi argomento chiave per il futuro sviluppo dell’edilizia e dell’architettura contemporanea.
Con il concetto di flessibilità intendiamo la capacità di rispondere ad esigenze diverse a partire da pochi elementi semplici. Sicuramente un sistema progettuale realizzabile e flessibile è quello modulare: il modulo è l’unità minima (corrispondente ad un alloggio o ad una stanza) che viene ripetuta, sommata, aggregata al fine di formare sistemi più complessi. Tale metodo si adatta perfettamente ad un sistema di produzione industrializzato, in quanto anche quest’ultimo si articola in singole fasi, ciascuna delle quali concorre alla realizzazione del prodotto finito. La produzione in serie di elementi finiti da assemblare permette così di ottenere una riduzione dei tempi e dei costi di realizzazione.
In questo progetto quindi, al fine di rispondere all’istanza di flessibilità, per gli edifici residenziali è stato utilizzato un sistema progettuale e costruttivo modulare. Si realizzano così tre tipologie abitative in grado di rispondere alle esigenze di diverse categorie di fruitori. Nel complesso, si ottiene un sistema abitativo articolato ma composto a partire da elementi semplici, il quale si integra al tessuto degli spazi pubblici ed al sistema ambientale.
1 - UN SISTEMA PROGETTUALE BASATO SUL MODULO
Nella V.PRG si legge che la “flessibilità progettuale e realizzativa delle singole unità residenziali (…) consente aggregazioni edilizie varie ed originali e viene mantenuta anche in funzione della prevista ampliabilità nel tempo dell’alloggio”. Si parla di “casa su misura, in un contesto urbanistico fortemente progettato” (V.PRG, Relazione A-1, punto 3.4).
Noi abbiamo abbracciato con entusiasmo l’idea di progettare un sistema edilizio caratterizzato da flessibilità e varietà, ma abbiamo voluto interpretare tali concetti in modo diverso rispetto a come indicato nella V.PRG.
Qui, infatti, vengono posti dei vicoli, delle “invarianti prescritte relative alla conformazione degli spazi di uso comune tra le schiere e degli elementi edilizi di relazione tra lo spazio pubblico e quello privato”.
Al contrario, noi abbiamo inteso il concetto di flessibilità e variabilità a partire da quello di modulo. Il modulo è dimensione-base e per noi tale dimensione-base corrisponde alla dimensione minima, di un alloggio come di una stanza. A partire dal disegno dell’alloggio più piccolo, quelli di dimensioni maggiori sono stati ottenuti dalla somma del modulo di partenza.
Fondamentalmente legato alla dimensione del modulo è il sistema costruttivo, la materia del modulo. E’ stato scelto un sistema costruttivo prefabbricato in legno e montato a secco. La tipologia strutturale è stata scelta al fine di poter realizzare con lo stesso metodo anche gli edifici più alti (i blocchi da 4 piani) senza problemi di natura statica. Si tratta di una struttura a pannelli in legno massiccio costituiti da strati incrociati di elementi lamellari incollati tra loro.
Pertanto, le invarianti che noi proponiamo saranno la griglia costruttiva ed i sistemi distributivi, i quali costituiranno gli elementi di distinzione tra le 3 tipologie abitative di progetto.
2 - PERCORSO STORICO-CRITICO
I nostri riferimenti per questo progetto sono basati su delle precedenti esperienze che hanno determinato, soprattutto a cavallo degli anni venti/trenta una forte definizione di quella che è la cosiddetta macchina per abitare e che poi hanno avuto dei riscontri molto forti a cavallo tra gli anni sessanta/settanta. Per esempio, citiamo qui l’Existenzminimum definito dal CIAM del 1929 e grande pensiero del razionalismo tedesco; Le Corbusier che con le sue Unité D’Habitation affrotnta in maniera più ampia e precisa un tema (il Modulor) che già aveva toccato con la Maison Citroan e le Immeubles Villas; Peter Cook degli Archigram con la sua Plug-in City negli anni sessanta scardina il tema delle città come tradizione e si avvicina sempre più alla modularità ed a una visone futura dell’
<uomo elettronico>
; infine la megastruttura indeterminata di Moshe Safdie: un sistema di abitazioni modulari realizzato in occasione dell’Expo ’67 di Montreal.
Nascono quindi queste riflessioni:
1. La vita di tutti noi, cittadini del mondo del XXI secolo, è inscindibilmente legata al sistema produttivo industriale.
2. Oramai, in un’ampia fascia di consumatori, la domanda quantitativa si è esaurita, sostituita da un fabbisogno diffuso di qualità.
3. Produrre in serie non significa produrre oggetti uguali, ma significa lavorare a fondo sul processo che porta alla realizzazione degli oggetti stessi; significa scomporre tale processo, dominarlo nelle sue fasi e ricomporre ogni volta queste fasi in funzione del prodotto che si vuole ottenere.
4. Il prodotto industriale è neutro: diventa di qualità se va incontro alle esigenze della maggioranza dei suoi fruitori.
5. In particolare, il prodotto edilizio industriale può rispondere alle esigenze della maggioranza dei fruitori se ha in sé caratteristiche di adattabilità e flessibilità.
6. Ma non basta: il prodotto edilizio, industriale o meno che sia, sarà di qualità se e solo se, oltre a confrontarsi direttamente con le esigenze della domanda, dialogherà, interagirà con il luogo nel quale si inserisce. Il luogo è costituito da elementi ambientali (naturali) ed urbani (antropizzati), nei quali le persone devono poter vivere con lo stesso livello di qualità (sempre alto!) offerto dal “nido” domestico.
3 - DAL MODULO AL PROGETTO
Il quesito progettuale che ci si pone è dunque duplice: controllare la qualità dell’alloggio e garantire quella del sistema urbano. Al fine di ottenere la massima qualità abitativa, che è essa stessa una forma di sostenibilità, abbiamo cercato di inserire nel territorio il nostro programma edilizio con discrezione e rispetto per le caratteristiche ambientali, urbane e sociali che esso presenta. Quindi, mentre nella progettazione edilizia, l’approccio è astratto (numerico e dimensionale), la progettazione urbana è mirata, relazionata al luogo ed imprescindibile da un’attenta analisi dello stesso.
4 - ANALISI TERRITORIALE
Come prima azione c’è stato il prendere coscienza del luogo nel quale si inserisce il progetto. A tal fine, fondamentale è stata la visita ripetuta del sito e dei suoi dintorni, la quale è servita, tra l’altro, a comprendere come le persone vivono in questo luogo, come vi si muovono e come usano gli spazi. Innanzitutto è da sottolineare come una visita a piedi di tutta Campalto sia impresa decisamente lunga. Campalto, infatti, si presenta come un insieme di vari quartieri distanti tra loro: il centro di Campalto, Campalto Bagaron, il quartiere vicino al cimitero, il Villaggio Laguna, Campalto Goggi. Ciascuno di essi è cresciuto con processi autonomi e presenta una propria struttura urbana ed una propria morfologia del costruito. Un aspetto fondamentale che emerge percorrendo via Passo Campalto dal centro del paese verso Passo Campalto, è la bipolarità che intercorre tra questi due estremi. Procedendo da quello a questo, ci si accorge di come il traffico gradualmente diminuisca, di come aumenti il silenzio e, lentamente, si allarghi la visuale, di come, infine, diventi sempre più percepibile l’odore della laguna. Via Passo Campalto costituisce dunque (ed un’analisi cartografica lo testimonia chiaramente) l’asse lungo il quale avviene il passaggio dalla città alla laguna, dal costruito al naturale, dalla densità alla rarefazione.
Il nuovo quartiere andrà a collocarsi proprio a cavallo di quest’asse, a metà strada tra i suoi due estremi. E’ pertanto automatico pensare che esso si costituirà come “zona intermedia”, come quartiere costruito ma che, contemporaneamente, si apre ad accogliere la natura, con i suoi colori, la sua luce, i suoi suoni. Un’altra visita molto utile è stata quella al Villaggio Laguna, quartiere residenziale ad alta densità che si trova, chiuso in se stesso, a Sud-Ovest del centro di Campalto. Aldilà delle osservazioni, tutte negative, sulla morfologia dell’edificato e degli spazi pubblici interposti, entrambi essenzialmente privi di qualità, è stato interessante osservare, in una mattina di un giorno feriale di metà autunno, quante persone (soprattutto anziani e bambini) fossero riversate all’esterno, nei viali alberati e presso i luoghi pubblici di ritrovo. Proseguendo la visita, abbiamo incontrato molte persone anche a Passo Campalto e molte se n’è potute vedere transitare lungo via Passo Campalto.
In definitiva, si può dire che il nuovo progetto andrà ad inserirsi in un tessuto urbano sconnesso, ma, contemporaneamente, in un sistema sociale fitto e ben caratterizzato: qui alla gente piace incontrarsi e piace farlo all’ aperto, finché il tempo lo permette. Inoltre abbiamo potuto notare che parecchie persone si spostavano in bicicletta.
5 - IL PROGETTO DEL P.R.G.
L’intento perseguito dalla Variante al PRG attraverso il nuovo progetto per Campalto è quello di “costruire un tessuto urbano che funga da tessuto connettivo tra le diverse parti di Campalto e che le renda, attraverso un nuovo sistema di relazioni che colma i vuoti e le distanze che le separano, l’una più prossima all’altra” (V.PRG, Relazione A-1, punto 1.1).
Esso prevede la complessiva trasformazione della viabilità di Campalto, con l’introduzione di un by-pass esterno che permetta di deviare tutto il traffico che ora transita, lungo via Orlanda, attraverso il centro di Campalto, e che costituisce una cesura fisica all’interno della compagine urbana di Campalto stessa. In tal modo, si prevede di poter riqualificare via Orlanda e, non solo, di creare un “insieme di spazi urbani a scala locale…orientato verso la laguna”. Tale insieme si costituisce come un sistema di piazze. Da Nord a Sud si snoderanno, collegate da via Passo Campalto, la “strada-piazza”, la quale verrà creata su via Orlanda, nel tratto compreso tra le due chiese; una “piazza allungata” che attraverserà il nuovo insediamento e che, analogamente a quella sopra, è previsto di limitare entro due testate architettoniche, le quali si costituiranno come “edifici-simbolo della nuova Campalto” ed, infondo, la “piazza-canale di Passo Campalto”. Passo Campalto, luogo simbolo di Campalto, dal quale si gode una vista privilegiata verso Venezia, è infatti oggetto di un progetto unitario di recupero. E’ stata prevista la dismissione del cantiere nautico e la conseguente riconquista a funzione pubblica di un ampia porzione di terreno prospiciente la laguna. Verranno quindi riorganizzati gli approdi, verranno creati spazi per attività temporanee legate all’acqua (per esempio il mercato del pesce) e per attività ricreative. E’ infine prevista la collocazione, sulla testata del canale, di un edificio-lanterna che ospiti le funzioni della Porta del Parco della Laguna, in connessione con l’itinerario lagunare, il quale si snoda, lungo la linea di gronda, fino al Parco di S. Giuliano.
Il nuovo insediamento presenta tipologie miste, orientate tutte, con altezze digradanti, verso Sud. Ciò garantisce a tutti gli edifici un’esposizione ottimale al soleggiamento e, contemporaneamente, l’affaccio panoramico verso il paesaggio d’acqua, caratteristica peculiare e qualificante del luogo.
Sulla nostra area di intervento sono previste tre tipologie abitative:
1 Gli edifici misti, proposti come tipologia in linea che ospita al piano terra funzioni commerciali ed ai piani superiori residenze.
2 La residenza di tipologia A: case su lotto. Si tratta della fascia direttamente rivolta verso il parco anfibio e caratterizzata da lotti lunghi e case basse. Ogni unità è provvista di giardino privato all’interno del lotto.
3 La residenza di tipologia B: case atelier. E’ previsto che questa fascia, compresa tra gli edifici misti e le case su lotto, sia costituita da alloggi che possono integrare uno spazio di lavoro. Essi possono essere aggregati in unità in linea o mantenere ingresso autonomo.
Le tre fasce edificate sono connesse da altrettanti percorsi e spazi pubblici:
1 Tra gli edifici misti e la fascia B è prevista la piazza allungata;
2 A servire le due fasce A e B vi è invece una strada carrabile trattata a strada-giardino;
3 Al di sotto ancora, a lambire il confine Sud della fascia A,vi è il Parco Anfibio, dotato di percorso ciclo-pedonale.
Questi percorsi vengono a loro volta collegati da una rete più sottile e capillare di percorsi trasversali, che segnano la separazione fra i gruppi di lotti all’interno della stessa fascia tipologica.
6 - IL NOSTRO INTERVENTO: AZIONI A SCALA URBANA
Come già accennato al punto 5, alla scala urbana il progetto tiene in considerazione principalmente 2 aspetti, entrambi relativi alla fruizione sociale del luogo: da un lato la creazione di spazi pubblici per favorire il ritrovo delle persone, dall’altro, l’approntamento di una fitta rete di percorsi, soprattutto a bassa velocità, atti a mettere in comunicazione sia le varie parti del progetto tra di loro sia ognuna di esse con il resto di Campalto.
Rispetto all’idea del PRG, noi ci troviamo d’accordo nel voler creare un sistema di piazze che si snodi lungo l’asse di via Passo Campalto, il quale consideriamo strategico. Ma non condividiamo l’idea della piazza allungata. Una piazza è, per propria natura, un luogo nel quale si passa da una situazione di densità (abitativa, umana) ad una di vuoto, di dilatazione, nella quale la massa può riversarsi e trovare una nuova dimensione. Dato che l’intervento edilizio di progetto è, già nelle intenzioni, a bassa densità, ciò che con la piazza allungata andrebbe a crearsi tra le prime due fasce residenziali sarebbe un “vuoto nel vuoto”. In secondo luogo, abbiamo scelto di distinguere in modo netto la zona residenziale da quella degli spazi pubblici, i quali vengono collocati alle testate delle fasce abitative, così da garantire buona fruibilità di questi da parte di tutti i Campaltini e, contemporaneamente, una situazione di tranquillità e privatezza nelle aree prettamente residenziali.
In ultima istanza, sappiamo che la Comunità stessa di Campalto si è fermamente opposta all’edificazione sull’area a Nord-Ovest dell’ambito di intervento, in quanto si andrebbe a distruggere parte di un parco esistente, il quale costituisce sito di grande pregio naturalistico, con esemplari arborei in ottimo stato. Proprio su quell’area la V.PRG prevede la costruzione di un edificio misto, con funzioni pubbliche commerciali e terziarie, che definisca una testata della piazza allungata e, “denso di funzioni”, porti “quella varietà necessaria a rendere vitale lo spazio della piazza” (V.PRG, Relazione A-1). Il nostro progetto, in accordo con le istanze dei Campaltini, prevede dunque che l’area del parco resti intatta e che le funzioni pubbliche per essa previste vengano accolte altrove, nella piazza che prevediamo a cavallo di via Passo Campalto e nel settore Nord-Est dell’ambito di intervento.
Al posto della piazza allungata, abbiamo voluto enfatizzare il punto in cui il nuovo intervento incontra via Passo Campalto attraverso la creazione di una piazza che si sviluppi lungo l’asse Nord-Sud, anziché in direzione Est-Ovest, a cavallo della via stessa e su di essa rivolta, in modo da offrirsi immediatamente a tutti i passanti. Qui si troveranno, a Nord, un edificio destinato a contenere negozi, eventuali uffici pubblici e bar; a Sud gli spazi all’aperto per il mercato settimanale.
Il canale, che segna il limite Sud dell’area di intervento, è stato considerato come un elemento di qualificazione paesaggistica. La sua importanza viene sottolineata anche dalla V.PRG, la quale prevede che lungo le sue rive si sviluppi il cosiddetto “Parco Anfibio”, un parco lineare attraversato da un percorso ciclo-pedonale. Noi abbiamo voluto enfatizzare questo parco, che si costituisce come affaccio naturalistico per il complesso residenziale, creando luoghi di sosta panoramici lungo il percorso del parco e prevedendo che gli edifici si sviluppino con altezze digradanti da Nord a Sud.
Nel settore Nord-Est dell’area di intervento abbiamo optato per una scelta particolare, che si discosta parecchio da quelle che sono le previsioni del Piano. Laddove questo, infatti, indica la costruzione di edifici in linea a funzione mista corredati da verde pubblico e privato, noi abbiamo deciso di abbassare la fascia delle residenze per creare, sopra, un elemento di dialogo con il costruito esistente. Data la vicinanza del polo scolastico, la scelta funzionale è ricaduta su un servizio didattico e ricreativo per la comunità. E’ prevista, infatti, la realizzazione di un complesso di edifici comunicanti tra loro nel quale troveranno spazio una mediateca ed un asilo nido (quest’ultimo è richiesto dalla V.PRG). Questo complesso sarà inoltre inserito all’interno di un parco nel quale sarà possibile ospitare esposizioni temporanee, sia all’aperto sia all’interno di un padiglione.
Per quanto riguarda la fascia di edifici misti a N, l’idea della V.PRG è stata profondamente ripensata. Innanzitutto, dato che la funzione dichiarata dell’intero intervento è quella di mettere in comunicazione le varie parti di Campalto, abbiamo ritenuto di non voler creare alcun limite, né fisico né visivo, tra le preesistenze ed il nuovo edificato, cosa che, invece, tenderebbe a determinarsi con la realizzazione di una cortina continua di edifici in linea.
Pertanto, abbiamo declinato questa tipologia in una serie di edifici a blocco immersi nel verde, così da garantire, anche da Nord, scorci visivi attraverso il nuovo quartiere ed in modo da portare il verde fino al limitare dell’area di progetto, a contatto diretto con le preesistenze. Abbiamo poi deciso di dedicare tali edifici alla sola abitazione, sempre in funzione della scelta di separare la funzione residenziale dal resto per garantire tranquillità e privatezza agli abitanti del nuovo quartiere.
Quella che la V.PRG definisce fascia di tipologia B è stata progettata come gruppi di alloggi aggregati a schiera e raggiungibili attraverso percorsi coperti a due livelli. Il primo di questi, al piano terra, si inserisce in un percorso pubblico pedonale che va, nel settore Ovest, dalla piazza del mercato al parco esistente, nel settore Est, dal parcheggio di fronte alla mediateca al nuovo by-pass stradale previsto dalla V.PRG.
I due livelli sono messi in comunicazione da un corpo scale esterno, il quale è collegato ai percorsi tramite ponticelli e serve due schiere di abitazioni. Ogni coppia di schiere, inoltre, ha in comune una zona parcheggio riservata ai soli inquilini degli appartamenti.
L’ultima fascia di residenze, quella individuata dalla V.PRG come fascia di tipologia A, prospiciente il parco anfibio, è costituita da lotti privati di dimensioni 9m x 30m (la massima consentita dalla V.PRG e scelta al fine di garantire la densità abitativa più bassa possibile) separati da siepi ed assemblati in gruppi di massimo 6 unità.
Questi vengono serviti, a Nord, dalla strada giardino, dalla quale si accede all’ingresso principale, sia pedonale sia carrabile, e, a Sud, dal percorso ciclo-pedonale del parco anfibio.
Questa tipologia di abitazioni, che potrà elevarsi al massimo due piani fuori terra, si caratterizza per due aspetti: è, delle tre, la tipologia più “privata” ed anche quella più “verde”, poiché, oltre a trovarsi questa fascia di lotti a diretto contatto con l’ambiente naturale del Parco Anfibio, all’interno di ciascun lotto è garantita un’ampia estensione della superficie verde.
Il tessuto connettivo del sistema è stato pensato per assolvere contemporaneamente a due funzioni: quella di mettere in comunicazione le parti interne del nuovo quartiere e quella di mettere questo in comunicazione con il resto di Campalto.
Esso si costituisce essenzialmente come una rete: longitudinalmente si sviluppano infatti i percorsi paralleli alle fasce abitative, i quali servono gli edifici uno ad uno e congiungono gli estremi Est ed Ovest dell’intervento; in senso trasversale, si trovano invece dei percorsi più brevi, atti essenzialmente a mettere in comunicazione i primi.
I percorsi longitudinali sono costituiti da:
1 la piastra di collegamento tra gli edifici a blocco;
2 la strada-giardino, così definita per l’alta presenza di vegetazione e per la bassa velocità e densità di percorrenza dei mezzi previste al suo interno, atte a determinare una situazione nella quale il pedone abbia la priorità e possa godere dello spazio della strada come di un luogo non solo di attraversamento, ma anche di sosta e ritrovo;
3 il percorso ciclo-pedonale del parco anfibio.
E’ previsto che, all’interno del quartiere, il traffico veicolare sia ridotto al minimo: esso verrà portato tutto nella strada-giardino, dalla quale si potrà accedere contemporaneamente ai parcheggi per le fasce di tipologia A e B.
Per il resto, nel quartiere ci si sposterà a piedi ed in bicicletta ed i percorsi ciclabili sono stati disegnati in modo da congiungersi con quelli, esistenti o di progetto, esterni alla zona di intervento. Al posto della piazza allungata, tra gli edifici a blocco, è stato creato un sistema di spazi pubblici dedicati principalmente agli abitanti del quartiere.
Data la vicinanza, geografica e culturale, di Campalto a Venezia, città nella quale la vita “in strada” ha un valore sociale ed urbano fondamentale, e partendo dalla volontà di creare un luogo nel quale l’acqua trovi il risalto che merita, quale elemento determinante per l’assetto morfologico e climatico dell’intero territorio campaltino, si è deciso di ricreare dei “campielli”. Si tratta di luoghi che gravitano intorno ad uno specchio d’acqua e nei quali convergono l’elemento naturale (prato, alberi e cespugli) e quello artificiale (pavimentazioni di diverso tipo a segnare i percorsi e le aree di sosta). Attraverso le vasche d’acqua si vuole riproporre l’idea ma anche la funzione del pozzo. Qui, infatti, verrà fatta la raccolta sotterranea delle acque meteoriche, che poi saranno riutilizzate a scopi pubblici.
Questo progetto riserva molta importanza agli elementi naturali, i quali è previsto di mettere in sinergia con il costruito ed i quali costituiscono dei fattori essenziali nella determinazione dell’assetto dello stesso.
Al fine di sfruttare al meglio la luce ed il calore apportati dal sole, gli edifici sono tutti esposti a Sud e collocati lungo fasce parallele ad altezze digradanti da Nord a Sud, così da garantire a tutti un buon soleggiamento. La distanza tra gli edifici, inoltre, è stata calcolata in modo tale per cui, anche in inverno, nel momento di massima estensione delle ombre, non sussistano problemi di ombreggiamento reciproco.
La compagine edilizia è stata inoltre pensata in funzione dell’andamento dei venti principali.
L’altezza digradante degli edifici è funzionale a due scopi. Gli edifici più alti a Nord, infatti, in sinergia con le cortine di alberi previste, ripareranno il quartiere dal vento freddo invernale (in particolare dalla Bora); in estate, poi, tutte le fasce abitative verranno lambite dai venti provenienti da Sud e godranno quindi della ventilazione naturale.
I percorsi trasversali in asse Nord-Sud, infine, aiuteranno ad incanalare il vento estivo ed a farlo penetrare fino all’interno del quartiere.
Elemento essenziale di questo luogo, presente in forma latente (la falda acquifera è qui molto alta, tanto da non permettere di costruire sotto terra, se non pochi spazi atti ad accogliere vani tecnici) e patente (data la prossimità della laguna ed il diretto affaccio del nuovo quartiere al canale ridisegnato), essa proposta a valorizzazione di alcuni luoghi strategici. Sulla piazza-mercato verranno create vasche d’acqua, alternate ad altre “vasche” di erba, di cespugli o di alberi. Nei campielli, invece, si vuole ricreare la funzione del pozzo. Trattandosi infatti questa di una zona molto piovosa, ci è sembrato naturale sfruttare l’acqua piovana come acqua di accumulo per usi pubblici, quali l’irrigazione del verde pubblico o la pulizia delle strade.
A Sud-Ovest, infine, è stato creato un affaccio diretto sull’acqua. Qui è stato modificato il disegno del canale previsto dal Piano per creare un allargamento sul quale è stato collocato un pontile in legno collegato al percorso del parco anfibio. Questo vuole offrirsi come luogo di sosta e di affaccio diretto sull’acqua.
Nelle forme di prato, di formazioni cespugliose ed arboree, l’elemento vegetale è pervasivo. Esso occupa tutti gli spazi possibile: invade le strade, intervallandosi continuamente alle sedi dei percorsi, entra nei lotti, si impossessa dei tetti, che vengono trattati a tetto-giardino.
Tutti i luoghi pubblici, inoltre, sono caratterizzati dal verde, presente sotto aspetti diversi. Lo “stare”, l’”incontrarsi” in questo quartiere saranno tutte forme dello “stare nel verde” ed i luoghi destinati a tali funzioni sono:
1 il parco didattico;
2 il parco anfibio, attraversato da un percorso ciclo-pedonale che, talvolta, si allarga in aree di sosta ed affaccio panoramico;
3 il parco giochi, collocato all’incontro del nuovo parco anfibio con il parco esistente, lontano dalle auto ma ben raggiungibile sia dalla strada-giardino, sia dal percorso che, da via Orlanda, attraversa il parco esistente da Nord a Sud;
4 la piastra-parco, che corrisponde a tutto lo spazio compreso tra il limite Nord dell’area di progetto e la fascia abitativa di tipologia B. Essa è stata pensata “per strati”: immaginando di sovrapporre dei layer, siamo infatti partiti da quello del parco, su di esso, poi, abbiamo collocato la piastra pavimentata, che si incunea nel verde fino a collegarsi alla strada-giardino; la piastra è stata successivamente “bucata” dai pozzi dei campielli e sopra, infine, abbiamo collocato gli edifici.
5 La strada-giardino, nella quale sono previsti larghi spazi per i pedoni ed aree di sosta all’ombra degli alberi;
6 la piazza mercato, la quale propone un trattamento particolare del verde. Qui, infatti, lo spazio viene limitato entro “vasche”, riempite alternativamente con acqua, alberi, cespugli, semplice prato o pietra, la quale costituisce la pavimentazione di un percorso che si snoda tra le vasche consentendo l’attraversamento della piazza.
ECO-SOSTENIBILITA’: AZIONI APPRONTATE A SCALA URBANA
Questo obiettivo si può raggiungere sempre e solo percorrendo contemporaneamente due strade:quella del risparmio energetico e quella dell’uso di fonti alternative.
Nel primo caso, si tratta di un problema di buona forma e di scelta accurata dei materiali; nel secondo dell’approntamento di sistemi tecnologici idonei. Alla scala urbana sono stati previsti due tipi di impianti atti all’uso efficiente delle risorse del luogo: i sopraccitati pozzi per la raccolta e la messa in circolo dell’acqua piovana ed un impianto di teleriscaldamento alimentato a cippato (rispetto alla fattibilità ed all’effettiva convenienza di un impianto del genere,si rimanda al Rapporto di Ricerca “La produzione potenziale di legno-energia nel territorio del Comune di Venezia-Mestre”,realizzato dall’AIEL nel giugno 2002 e patrocinato dal Comune di Venezia, Direzione Sviluppo del Territorio e Mobilità). La caldaia verrà collocata, sotto terra, sul lato Sud della piazza-mercato, in modo tale da trovarsi in posizione baricentrica e da poter quindi alimentare al meglio tutti gli edifici. Si prevede di realizzare un sistema di cogenerazione (motore Stirling) così da produrre contemporaneamente energia elettrica (ca 10% della resa) sufficiente a coprire il fabbisogno dell’impianto di illuminazione pubblica. Prevediamo infine di integrare alla caldaia una pompa di calore, al fine di produrre, in estate, acqua fredda per refrigerare gli ambienti.
IL LEGNO FONTE ENERGETICA SOSTENIBILE
Oltre alla economicità, i combustibili legnosi offrono alcuni vantaggi ambientali che vale la pena di ricordare brevemente:
- Il legno è una fonte energetica che si rinnova continuamente;
- A differenza dei combustibili fossili, quando il legno viene bruciato in efficienti apparecchi di combustione (es. caldaie a fiamma inversa) si ottiene un abbattimento notevole delle emissioni dei gas serra e delle polveri.
- Da un punto di vista energetico, il legno è 15 volte più efficiente di gas e gasolio.
- Quando il prelievo periodico di legno è inferiore all’incremento del sistema arboreo, l’utilizzo del legno non contribuisce all’incremento in atmosfera di CO2, in quanto la quantità di CO2 liberata dalla combustione è pari a quella sottratta dall’atmosfera nella fase di crescita della pianta. Si dice che i combustibili legnosi sono CO2 neutrali.
AZIONI A SCALA RESIDENZIALE
Al fine di progettare alloggi di dimensioni adatte alle esigenze dei futuri abitanti di questo insediamento ed al fine di quantificare, in relazione alla dimensione di ogni alloggio, il numero necessario per tipologia dimensionale, abbiamo proceduto incrociando due dati: la dimensione dell’alloggio minimo (modulo da sommare per ottenere gli alloggi di dimensioni maggiori) e la percentuale di utenza prevedibile per ogni tipologia dimensionale.
La dimensione minima di un alloggio è stata prevista di 50 mq (quella imposta dal Regolamento di Igiene del Comune di Venezia è di 45 mq), ritenuta sufficiente per ospitare una, al massimo due persone. Questo modulo minimo è stato sommato per ottenere gli alloggi maggiori, fino ad un massimo di 3 moduli.
Gli appartamenti così ottenuti sono stati distribuiti in base alla loro dimensione in numero proporzionale al dato percentuale riportato sopra. Per la realizzazione degli edifici residenziali, è stato scelto un sistema costruttivo prefabbricato in legno e montato a secco. Siamo convinti, infatti, che questo sistema, da un lato, sia perfettamente calzante con il nostro approccio progettuale e, dall’altro, vada effettivamente incontro all’esigenza di eco-sostenibilità dichiarata dalla V.PRG.
La tipologia strutturale è stata scelta al fine di poter realizzare con lo stesso metodo anche gli edifici più alti (i blocchi da 4 piani) senza problemi di natura statica. Si tratta di una struttura a pannelli in legno massiccio costituiti da strati incrociati di elementi lamellari incollati tra loro.
Per il dimensionamento degli elementi costruttivi, ci siamo riferiti al sistema prodotto dalla KLH, ditta austriaca specializzata in questo genere di strutture in legno.
Gli elementi strutturali si riducono a due: per le pareti sono stati utilizzati pannelli a tre strati di spessore totale 9,4 cm, per i solai, pannelli a cinque strati di spessore 14,6 cm.
Per l’isolamento interno è stata scelta la lana di roccia abbinata a cartongesso (in doppio strato funziona bene come elemento anti-calpestio); il cappotto esterno viene invece realizzato in fibra di legno. Questo materiale, infatti, ha contemporaneamente un lambda basso (bassa conduttività) e calore specifico alto (cioè un alto potere di sfasamento), caratteristiche che rendono questo materiale adatto sia come isolante in inverno sia come volano termico in estate.
Gli edifici a blocco sono edifici alti al massimo 4 piani fuori terra e costruiti entro una maglia strutturale di 4,5m x 14m. Questa dimensione determina il modulo abitativo più piccolo. Gli appartamenti maggiori nascono dalla somma di più moduli, fino ad un massimo di 3 (162 mq lordi), progettati per ospitare da 4 a massimo 6 persone. L’idea è che, all’interno della struttura fissa dell’edificio, i vari appartamenti si compongano in modo sempre diverso. Gli edifici sono affacciati a Sud, mentre a Nord si trova il sistema distributivo, il quale è costituito da un corpo vetrato che accoglie l’ascensore, il vano scale ed i ballatoi.
Tra ogni ballatoio e gli appartamenti è stato collocato un vano destinato ad accogliere l’impianto di circolazione forzata dell’aria. Tale vano (profondo 1m) determina una distanza tra lo spazio privato degli alloggi e quello semi-pubblico dei ballatoi, tale da consentire di aprire finestre sul lato Nord degli alloggi (funzionale all’illuminazione diretta degli ambienti a Nord ed alla ventilazione naturale degli stessi) pur garantendone la privatezza.
Anche nel caso degli edifici a schiera i diversi appartamenti sono il risultato della somma di più moduli abitativi base (5,3m x 12m).
I mini sono stati pensati per servire un’utenza di anziani. A garanzia della massima fruibilità, infatti, questi appartamenti si trovano tutti al piano terra e si sviluppano su un solo livello; essi sono completi di tutto il necessario, ma sono anche compatti ed essenziali. Inoltre, per ciascuno di questi appartamenti, è previsto un pezzetto di verde privato per piccole colture a orto o giardino. Al livello superiore ci sono gli alloggi di dimensioni maggiori, i quali si sviluppano su uno o due piani. Come sempre, il numero di appartamenti per ogni dimensione è stato calcolato in base alla stima di popolazione eseguita, ma la loro composizione è libera e ciò permette di ottenere variazione nello skyline e nel profilo di ogni schiera.
La possibilità di integrare uno spazio di lavoro all’alloggio è, secondo il nostro progetto, garantita in tutte le tipologie abitative (basta prevedere che un modulo, anziché accogliere abitazione, venga adibito a studio). Nonostante ciò, abbiamo voluto progettare una variazione della tipologia a schiera, la quale è rappresentata dalle case-atelier sul parco. Data la collocazione con vista particolarmente privilegiata di questi edifici, abbiamo pensato di trattarli in modo diverso dagli altri e di dedicarli a chiunque debba o voglia stare continuamente in questo luogo, anche nell’orario di lavoro. Morfologicamente, queste schiere sono simili alle altre, ma qui vengono a mancare il sistema di risalita ed il percorso al primo piano, in quanto, da ogni ingresso al piano terra, si può accedere o allo spazio di lavoro o, attraverso scale interne, all’abitazione privata.
Le abitazioni singole su lotto si caratterizzano rispetto alle altre per l’alto grado di privatezza che esse offrono. A tale concetto è stato collegato quello di libertà: all’interno del lotto, il singolo abitante può costruirsi la casa che vuole!
Il modo con il quale siamo giunti a garantire questa condizione è quello di offrire i “mattoncini” con i quali ognuno comporrà la propria casa. Tali “mattoncini” altro non sono che le varie stanze, “capsule” prefinite di dimensioni fisse che verranno composte nello spazio del lotto sulla base delle singole esigenze di spazio, di funzioni, di gusto. Data la dimensione fissa dei lotti 9m x 30m, al loro interno è stata creata una maglia di 3m x 3m (si prevede, in alcuni casi, anche il sottomultiplo di 1,5m), sulla quale si è costruito un abaco di stanze modulari, corrispondente ognuna ad una funzione precisa. Il bagno, per esempio,sarà sempre contenuto in una capsula di base 3m x 3m; la superficie lorda del soggiorno sarà invece di 4,5m x 7,5m e così via. La comunicazione tra le stanze è garantita da un corridoio, anch’esso modulare, che ha la funzione di “trasportare” attraverso la casa sia le persone sia gli impianti sia l’aria di ricircolo. Ulteriore estensione di questo elemento è il corpo scale vetrato, previsto qualora l’abitazione si sviluppi su due piani.
ECO-SOSTENIBILITA’: AZIONI A SCALA RESIDENZIALE
Alla scala residenziale si individuano tre sistemi tecnologici:
1 un impianto di circolazione forzata dell’aria, presente negli edifici a blocco. Questo funziona con un sistema di camini, una pompa di circolazione dell’aria ed uno scambiatore sotterraneo per il pretrattamento dell’aria di immissione. Tre sono i camini: uno cattura l’aria esterna e la porta fino sotto terra allo scambiatore di calore con il terreno; uno trasporta l’aria pretrattata nei singoli appartamenti ed uno, infine, raccoglie l’aria viziata dagli appartamenti e la espelle all’esterno. Quest’ultimo funziona come camino solare, è dotato cioè, in copertura, di una lamiera che al calore del sole si surriscalda e, per convezione, “richiama” l’aria in uscita.
2 Ogni edificio a blocco ed ogni schiera sono inoltre dotati di un impianto di raccolta delle acque piovane. A partire dai tetti-giardino, l’acqua viene filtrata e poi raccolta in cisterne sotterranee. Da qui viene poi ridistribuita ai singoli alloggi per gli usi domestici non sanitari, cioè per alimentare gli sciacquoni dei WC e le pompe dei giardini.
3 Infine si prevede che edifici a blocco e case a schiera siano forniti di collettori solari per la produzione di acqua calda sanitaria. Questi lavorano in combinazione con il sistema di teleriscaldamento, il quale, invece, serve per il riscaldamento invernale ed il raffrescamento estivo, che si prevede di realizzare con impianti radianti a bassa temperatura. Il dimensionamento dei pannelli è stato condotto a partire dall’ipotesi di popolazione del nuovo insediamento ed entro un range di consumo minimo e massimo di acqua calda sanitaria pro-capite giornaliero (si veda allegato 4).
AZIONI A SCALA DI ALLOGGIO
Distributivamente, gli appartamenti degli edifici a blocco e delle schiere sono concepiti in modo simile: essi si sviluppano in direzione Nord-Sud, l’ingresso è a Nord, mentre il soggiorno è sempre rivolto a Sud; la zona servizi, infine, non illuminata da luce diretta, occupa la parte centrale della pianta.
Data la totale libertà compositiva prevista per le case singole su lotto le piante proposte sono esempi di possibili aggregazioni. L’altezza interna degli ambienti non è costante: è previsto che bagni ed ingresso siano alti 2,4m (il minimo consentito dal Regolamento di Igiene del Comune di Venezia), che le camere, la cucina e lo studio abbiano luce netta di 2,7m e che, infine, il soggiorno sia alto internamente 3m. Le dimensioni date dei volumi modulari sono al lordo e comprendono la parte strutturale più le finiture interne. In tal modo, quando vengono affiancate due stanze, la sezione della parete si “specchia”, presentandosi come quella di una parete divisoria interna, solo più spessa a causa del raddoppio della parte portante. Una volta finito il montaggio delle pareti, all’esterno verrà montato il cappotto.
È prevista una serie di soluzioni, anch’esse modulari, per le aperture delle pareti. Le porte saranno sempre larghe 1m. Le finestrehanno le seguenti dimensioni fisse: 0,90m, 1,25m, 2,15m in larghezza e 0,60m,0,90m, 1,80m o la luce totale in altezza. Ogni parete sarà progettabile sulla base di questi elementi.
Gli appartamenti degli edifici a blocco sono provvisti di una serra rivolta a Sud e comunicante con il soggiorno attraverso una parete vetrata. Ogni serra è dotata di aperture vetrate scorrevoli e di brise-soleil, anch’essi scorrevoli che, in estate, garantiscono ombreggiamento e circolazione di aria nella serra, in modo tale che questa non si surriscaldi. Qualora non ci sia la serra, l’affaccio Sud di questi appartamenti è completato con una loggia anch’essa dotata di brise-soleil.
Gli appartamenti delle schiere non vengono dotati di serra, in quanto essi sono mediamente meno profondi degli appartamenti dei blocchi e si è ritenuto che il sole possa penetrare direttamente negli ambienti svolgendo un’azione efficace di riscaldamento senza bisogno di un volume atto appositamente all’accumulo di calore. Questi presentano, invece, spazi aperti, i quali variano in base alla tipologia di appartamento: i mini a terra sono provvisti di verde privato, l’appartamento medio su due piani ha un aggetto ombreggiato su tutti i lati ed anche in copertura con brise-soleil, il medio su un piano ed il maxi hanno infine una terrazza, che viene ombreggiata con brise-soleil orizzontali.
Nelle case unifamiliari su lotto privato la funzione di accumulatore di calore è svolta dal corridoio vetrato. Questo, infatti, è dotato di brise-soleil verticali regolabili, i quali, in inverno, permettono ai raggi solari di filtrare nel volume vetrato e, così, di riscaldarlo, mentre in estate, riparano il corridoio ed evitano che questo si surriscaldi. Anche le aperture delle stanze saranno dotate di un sistema che le ripara dall’eventuale eccessivo ingresso di luce e calore. Il sistema è duplice, ma, sostanzialmente, lavora allo stesso modo: le aperture rivolte ad Est e a Nord saranno tamponate con un sistema unico che ingloba in un solo infisso un vetro-camera e, sempre compreso tra due vetri, un frangisole regolabile ed impacchettabile; le aperture rivolte a Sud e ad Ovest, quelle che cioè saranno più esposte ai raggi solari, verranno trattate invece con il solito sistema d i brise-soleil esterni già utilizzato nelle altre due tipologie residenziali.
ECO-SOSTENIBILITA’: AZIONI A SCALA DI ALLOGGIO
Come detto sopra, negli edifici a blocco si è voluto integrare un impianto per la circolazione forzata dell’aria. Il sistema funzionerà con due camini: uno pesante di captazione ed uno leggero di espulsione dell’aria. Il primo, rivolto verso Sud, da dove provengono le brezze estive, sarà conformato in modo tale da incanalare queste ultime e funzionerà grazie al raffreddamento notturno della propria massa. Di giorno, infatti, l’aria calda esterna, entrando in contatto con la massa più fredda del camino, verrà raffreddata ed aumenterà di densità, venendo così naturalmente indotta a precipitare e ad arrivare allo scambiatore di calore sotterraneo. Qui verrà ulteriormente raffreddata. Per risucchio, poi, la stessa aria verrà attratta verso l’alto dal secondo camino, quello leggero, il quale, in sommità, sarà dotato di un elemento di captazione solare formato da superfici metalliche assorbenti delimitate da vetrate. L’aria così spinta verso l’alto, entrerà negli appartamenti e sarà immessa, a pavimento, all’interno del soggiorno e delle camere. La stessa verrà poi prelevata, a soffitto, da cucina e bagni e reimmessa nel camino solare, attraverso il quale, poi, uscirà all’esterno. Ogni abitazione sarà dotata di impianto di riscaldamento radiante a bassa temperatura che servirà a condizionare gli ambienti sia in inverno sia in estate.
Per quanto riguarda le abitazioni singole su lotto, queste saranno autonome e sfrutteranno, per la produzione del calore, la circolazione forzata dell’aria, con pretrattamento in entrata e recupero del calore in uscita. Il sistema sarà integrato da una pompa di calore, che si prevede di alimentare con pannelli fotovoltaici. Il corridoio vetrato fungerà da serra. Nella stagione fredda, infatti, l’aria, preriscaldata attraverso una serpentina sotterranea, verrà immessa nel corridoio vetrato attraverso delle bocchette grigliate; qui essa assorbirà il calore generato grazie all’effetto serra e poi, per differenza di pressione, entrerà nelle stanze sufficientemente calda. Dalle stanze, sempre attraverso aperture grigliate, l’aria viziata verrà estratta e fatta passare attraverso lo scambiatore di calore, prima di venire definitivamente espulsa all’esterno.
Si prevede inoltre che in ogni abitazione si adottino sistemi per la riduzione dei consumi idrici.
Questi sono così riassumibili:
1. realizzazione di condutture brevi, che riducono il rischio di eventuali guasti ed evitano dispersioni di calore nella distribuzione dell’acqua calda.
2. installazione di sciacquoni dotati di tasto interruttore
3. utilizzo di rubinetti a frangigetto, che permettono di ridurre il consumo idrico del 30-50%.
4. utilizzo di elettrodomestici, quali lavastoviglie e lavatrici, a basso consumo idrico.