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Alma Rosé Descrizione: Siamo una Compagnia che produce spettacoli, esistente dal 97, anno in cui abbiamo vinto il Premio Eti Scenario con lo spettacolo “Alma Rosé”, da cui abbiamo voluto prendere nome. La nostra idea di teatro è quella di lavorare in piena autonomia, di pensiero e di ricerca, seguendo i desideri del momento e le necessità, cosa che ci ha portato a spaziare dalla fiaba a tematiche di tipo politico e civile, trovando di volta in volta spunti e temi di riflessione diversi. Oltre che nei teatri operiamo anche in situazioni non teatrali e in tutti quei luoghi di aggregazione, della cultura, del sociale, del lavoro, che sono interessati a promuovere insieme a noi dialogo riflessione emozione.
Sogniamo un teatro che ritorni a essere rito civile, che sia il più vicino possibile alle persone, che si confronti direttamente con il territorio in cui è nato e perciò lavoriamo in questa direzione. E’ nostro desiderio cercare sempre nuovi stimoli nell’incontro con nuovi collaboratori, artisti e professionisti vari e fare sposare il teatro anche con altre arti.Oltre alla produzione di spettacoli teniamo seminari e insegniamo teatro, anche come occasione di scambio di sapere. La Compagnia è formata da Annabella Di Costanzo, Manuel Ferreira e Elena Lolli. Aggiunta in: 04-Apr-2008 hit: 159Segnala un link interrotto | Dettagli
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Fondation Parada - Miloud e i ragazzi di strada di Bucarest Descrizione: En 1994, Miloud Oukili, clown Français, crée en Roumanie la Fondation Parada dans la volonté de travailler avec et pour les centaines d’enfants des rues de Bucarest - Parada s’est développée en proposant une méthode originale de réinsertion sociale des enfants marginalisés à travers les arts du spectacle, et particulièrement du cirque.
Approchés sur leur lieu de vie et sur le mode ludique propre à l’enfance par le biais de spectacles de rues, ces enfants à la dérive, que la société rejette, sont invités à entrer à leur tour dans le spectacle et à reprendre pied dans la vie à travers le goût et la discipline du cirque - Parada tente de répondre à une question essentielle Qui Suis-je ?
« Je ne suis pas une chose, je suis quelqu’un », mais aussi aux besoins les plus basiques tels que : « J’ai besoin de grandir », «J’ai besoin d’une famille »,
«J’ai besoin de créer », «J’ai besoin d’étudier, de m’exprimer », «J’ai besoin de ne plus être discriminé, d’aimer, d’être aimé comme une personne, de ne pas être blessé », « J’ai besoin de me projeter dans un avenir ». Aggiunta in: 20-Giu-2005 hit: 175Segnala un link interrotto | Dettagli
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Isole Comprese Teatro Descrizione: Nasce nel 1998 e si caratterizza per l' importanza data alla formazione e al percorso teatrale, rivolgendosi a categorie svantaggiate e a non - attori (giovani a rischio, ex - tossicodipendenti, senza fissa dimora ). --- Con lo spettacolo " BUNKER " ( 1999 ) regia di Alessandro Fantechi, ha vinto il Premio Carrara Festival 2000 come migliore spettacolo teatrale ed è stato selezionata tra 150 Compagnie Toscane al 1° Debutto di Amleto , rassegna di realtà emergenti, Teatro della Pergola Aprile 2000 e segnalata da un osservatorio nazionale di critici con la seguente motivazione : " per la capacità di trasformare esperienze di disagio in linguaggio scenico e visionario". --- Alessandro Fantechi e Elena Turchi, conducono il Laboratorio Teatrale di Prato che, in collaborazione con il Teatro Metastasio e il Centro di Solidarietà di Prato, promuove una esperienza pedagogica e teatrale unica in Italia con soggetti svantaggiati e ex tossicodipendenti in Comunita' Terapeutica. --- Con Isole Comprese Teatro sono titolari del Progetto Risvegli della Regione Toscana rivolto a una Comunita' Terapeutica psichiatrica.Hanno iniziato percorsi artistici di formazione, con giovani attori dove applicano metodologie sperimentate nel teatro sociale. Gli spettacoli SASSIFRAGA e VISIONI sono presentati a Festival Nazionali e Internazionali. --- Organizzano workshop e stage sul training e l' allenamento dell' attore -conduttore. Nel 2003 con ASL 10 FIRENZE dirigono un laboratorio teatrale nel Centro diurno Fili e Colori di Firenze e realizzano un video con pazienti psichiatrici " Ciao e poi …". Aggiunta in: 17-Feb-2006 hit: 156Segnala un link interrotto | Dettagli
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La Fura Dels Baus Descrizione: 1- NO NECESITAS TOMAR TAXIS SI EVOLUCIONAS. Para avanzar no es preciso crear fronteras entre géneros o estilos. Basta con abrirse al mundo y cepillarse bien los zapatos.
2- FRICCIONES Y CARANTOÑAS. Como los gatos, andamos en perpetuo estado de fricción.
Bien es sabido que es así como sé encienden las cerillas. 3- MITOSIS GRUPAL UN SÁBADO POR LA NOCHE. La Fura es una banda de demiurgos, cada uno con su paraíso y su serpiente, su caos y su orden, su enfermedad y su cura, creando las condiciones para su propia supervivencia de ser vivo que se da vida a sí mismo: el ser uroboro. Un día de estos los van a multar, porque si difícil es diversificarse, más difícil es estar casado y tener la razón al mismo tiempo.
4- EL SALTO CUÁNTICO DE LA RANA. Vivir es contaminarse. Contaminar no es muy higiénico. Pero al fin y al cabo, ¿no nacen setas del estiércol?. 5- LA CAJA DE PANDORO O ÉL CAOS ORDENADO. ¿ Se puede explicar el caos y sostener al mismo tiempo una nevera? NO, NO SÉ PUEDE. LA FURA practica un humanismo de pueblo, que eructa, se presenta a los concursos de pedos y apedrea a los amigos en señal de bienvenida. Es la única forma en que los niños te tomen en serio.
6- PIRÁMIDES Y MAUSOLEOS. No se puede crecer en forma piramidal, a menos que haya alguien a quien enterrar. Crear es una de las pocas actividades, en las que no es necesario tener un jefe. 7- LA VIDA PRIVADA DE LOS CROMOSOMAS. El azar no es ningún juego. De acuerdo, Dios no juega a los dados, pero ¿es que alguien sabe a que juega Dios?. Por eso andamos con una paradoja metida en el zapato, y cojeamos. Por eso llevamos una duda entre pecho y espalda y nos joroba.
Textos de: ACCIDENTS POLIPOÉTICS Aggiunta in: 18-Giu-2005 hit: 217Segnala un link interrotto | Dettagli
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Narramondo - Teatro civile di narrazione Descrizione: L'Associazione Narramondo nasce dall'esigenza e dall'urgenza di portare in teatro le ferite del tempo presente. Lo facciamo prima con lo studio e la ricerca attraverso laboratori con attori e non attori, poi con gli spettacoli. Raccontiamo il presente nelle sue manifestazioni tragiche. Ed e' proprio nel recupero del tragico che ritroviamo la nostra poetica artistica e politica insieme: lo spazio della bellezza e il tempo della rivolta. - Senza perdere la tenerezza, senza perdere l'ironia. Aggiunta in: 14-Dic-2005 hit: 279Segnala un link interrotto | Dettagli
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Pippo Delbono - BARBONI Descrizione: Un teatro essenziale, scena nuda che si crea soltanto grazie all’azione degli attori, attori che non recitano ma semplicemente ‘sono’, e che sempre di più va a coincidere con la vita.
“Nell’arco delle ultime esperienze di lavoro della compagnia ho incontrato alcune persone che vivono l’arte non come ‘mestiere’, ma come esperienza fondamentale per la loro stessa sopravvivenza. Per queste persone l’espressione artistica non è un lavoro, una routine, ma una necessità di vita.
Ora, in questo spettacolo, ho voluto creare un incontro fra due popoli di ‘barboni’: noi della compagnia (io, Pepe, Gustavo, Lucia, Pierino, Elena, Simone… persone che seguono il nostro lavoro da diverso tempo) che da sempre, per indole, per scelta o per vocazione (o per tutte queste cose insieme) viviamo un po’ ai margini di quello che è tutto il movimento teatrale italiano, portando avanti un discorso esclusivamente poetico e artistico totalmente fuori da discorsi di politica, scambio mercato o altro, e i ‘barboni’ che ho incontrato (Bobò, Mr. Puma, Armando…) con cui si è creato un legame, una poesia…
Ecco, riunire queste esperienze e raccontare di quelle persone che, come barboni (e come noi), vivono l’arte come unica ragione per essere, per avere un’identità, per vivere…”. Aggiunta in: 18-Giu-2005 hit: 215Segnala un link interrotto | Dettagli
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Socìetas Raffaello Sanzio Descrizione: La Socìetas Raffaello Sanzio è una compagnia di teatro formata da Claudia Castellucci, Romeo Castellucci e Chiara Guidi, che la fondarono nel 1981, e da numerosi altri collaboratori con i quali preparano e realizzano le opere a Cesena, loro luogo di origine.
Nei primi anni gli artisti hanno condiviso l’interesse per il teatro con la pittura, facendo anche alcune mostre.
La Socìetas Raffaello Sanzio ha creato diversi spettacoli, concepiti e diretti dal regista Romeo Castellucci; ha pensato e attuato un teatro infantile radicalmente legato alla fiaba; ha sperimentato forme di scuola per bambini e per giovani. L’orientamento generale che raccoglie tutte le opere, pur nelle loro profonde differenze, è la concezione di un teatro come arte che raccoglie tutte le arti, dove la rappresentazione è completamente aperta verso tutti i sensi della percezione, come in un sistema di forze.
Dopo i primi spettacoli autografi, tra cui Santa Sofia-Teatro Khmer (1986), l’interesse cade sul ciclo mitico mesopotamico: La discesa di Inanna (1989) e Gilgamesh (1990) e su quello egizio con Iside e Osiride (1991).
In seguito Romeo Castellucci mette in scena l’Amleto. La veemente esteriorità della morte di un mollusco (1992) di Shakespeare; l’Orestea (una commedia organica?) (1995) di Eschilo; il Giulio Cesare (1997) di Shakespeare; il concerto per voci e strumenti sonori Voyage au bout de la nuit (1999) di Louis Ferdinand Celine e Genesi. From the museum of sleep (1999) dello stesso Romeo Castellucci. Nel maggio 2000 ha debuttato Il Combattimento.
The Socìetas Raffaello Sanzio is a theatre company established by Claudia Castellucci, Romeo Castellucci and Chiara Guidi in 1981. It includes also several other collaborators who contribute in the setting up of shows in Cesena. In the first years the artists shared an interest for theatre and painting; they also set up some exhibitions.
The Socìetas Raffaello Sanzio has created several shows, designed and directed by Romeo Castellucci; it has devised and accomplished a children theatre deeply rooted in fairy-tales; it experimented types of school for children and youth. The general inclination, including all performances although within their marked differences, is the idea of theatre as an art which gathers all arts, where the performance is wide open towards all senses of perception, as in a system of forces.
After the first autograph shows an interest was taken in the Mesopotamian myth cycle - La discesa di Inanna and Gilgamesh - and the Egyptian myth cycle - Iside e Osiride.
Later, Romeo Castellucci staged Amleto. La veemente esteriorità della morte di un mollusco from Shakespeare; Orestea (una commedia organica?) from Aeschylus; Julius Caesar by Shakespeare; the concert for parts and instruments Voyage au bout de la nuit (1999) from Luis Ferdinand Celine, and Genesi. From the museum of sleep (1999) by Romeo Castellucci himself.
With these performances the Company was invited in the Kunsten Festival des Arts in Brussels; Theater der Welt in Dresda; in some other festivals as well as in other European cities and theatres. Aggiunta in: 20-Giu-2005 hit: 172Segnala un link interrotto | Dettagli
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Teatro Potlach Descrizione: Potlach vuol dire scambio, baratto, spreco. È un termine delle tribù nordamericane del nord-ovest, si riferisce alle grandi feste d'inverno, che duravano più giorni e solennizzavano ricorrenze speciali, con canti danze mascherate e banchetti, e un numero infinito di invitati; e terminavano con larga distribuzione di doni agli invitati in cui si esaurivano talvolta tutti i beni del donatore. Al potlach si rispondeva con un potlach a tempo debito.
Il Teatro Potlach, fondato a Fara Sabina (Rieti) nel 1976, è costituito oggi dal regista e fondatore Pino di Buduo, e dagli attori Daniela Regnoli, cofondatrice, Nathalie Mentha e Ivan Tanteri.
A Fara Sabina, la sala del teatro, una piccola sala per le prove, due depositi e l'amministrazione con gli uffici sono ospitati nei locali del vecchio convento delle Clarisse, che il Comune di Fara Sabina ha concesso fin dall'inizio al Teatro Potlach.
Da una pubblicazione del 1996:
"A Fara Sabina il gruppo ha da poco festeggiato ormai i suoi venticinque anni di esistenza e di lavoro (1976-1996): il lavoro di un piccolo gruppo di attori su di sé, il training, la giustificazione della propria esistenza verso le autorità, l'uso dei locali del municipio, il freddo, la preparazione degli spettacoli di strada e al chiuso. Attraverso la loro storia si può fare la storia di venticinque anni del teatro di gruppo, si possono elencare i festival frequentati e i festival che hanno curato, e si può investigare la necessità del loro radicamento e i modi in cui hanno messo radici nel contesto della regione con i festival, nella provincia e nel comune con il lavoro nelle scuole rivolto agli insegnanti; fra la gente dello stesso paese con la loro diffusione e residenza nel territorio... e la partecipazione a livello personale alle vendemmie e ai carnevali quando prestano la loro capacità e competenza per far più bello il carro con le maschere della loro frazione); e ci sono inoltre i workshops internazionali, le ospitalità agli altri gruppi.
L'isolamento è importante: serve a creare l'identità e a rafforzare il gruppo. Ed è servito per staccarsi da Roma. Ma è anche dolorosa emarginazione perché diventano difficili e rari i contatti con il pubblico e gli scambi con altri artisti. È importante allora, proteggendo la propria identità, fare leva sui propri limiti per travalicarli. L'invenzione che ha reso possibile spezzare l'isolamento è stato il progetto "Le Città Invisibili".
.: Città invisibili :.
PROGETTO CITTÀ INVISIBILI
"Qualche anno fa (1991) il gruppo invita a Fara Sabina altri compagni di viaggio e dà vita a questo progetto di Città invisibili, lavorando per circa un mese insieme a un gruppo di allievi della facoltà di Architettura di Roma (e al loro docente, l'architetto e scenografo Luca Ruzza), 24 studenti dell'Accademia delle Belle Arti di Catania (con il loro docente Fabrizio Crisafulli) e ad altri gruppi di teatro, coinvolgendo artisti locali e anche gli abitanti di Fara Sabina invitati a mettere a disposizione i locali a pianterreno e a riscoprire vecchie cantine e angoli abbandonati e inselvatichiti dei giardini, a ritrovare la memoria dei luoghi e delle relazioni.
Il progetto si chiama "Città invisibili", dal titolo di un libro di Italo Calvino, e vuol far emergere la memoria sepolta della città dimenticata invisibile sotto la quotidianità. I grandi teli bianchi che si prestano alle mille invenzioni dei giovani architetti in erba fanno nascere città sognate, e i gruppi di artisti di musica danza teatro e di arti visive animano e danno una fisionomia particolare ai luoghi che essi abitano per la durata del progetto.
Aggiunta in: 18-Giu-2005 hit: 172Segnala un link interrotto | Dettagli